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21 novembre 2013

Ricetta: MINESTRA di CECI, FAGIOLI e PORCINI

E’ un piatto tradizionale e tipico della stagione autunnale in quanto ci sono i fagioli e i porcini. E’ una ricetta che si sposa alla perfezione con l’olio nuovo perchè la minestra ha un gusto delicato e il nostro palato riesce a apprezzare l’olio extravergine toscano del frantoio con il suo leggero pizzicore, caratteristica che lo contraddistingue come olio nuovo. Come ho più volte detto, per preparare ottimi piatti è necessario lasciarsi guidare dagli ingredienti di stagione. I fagioli che abbiamo raccolto e lasciato a seccare fino alla fine dell’estate vengono ora utilizzati per preparare le minestre che riscaldano l’autunno.






PREPARAZIONE della RICETTA:


Mettete in ammollo i fagioli e i ceci la sera prima e lasciate a ammorbidire per l’intera notte. Al mattino toglieteli dall’acqua e mettete i fagioli e i ceci a cuocere in due pentole separate con abbondante acqua già salata, un capo d’aglio in ciascuna pentola e qualche foglia di salvia. Il tempo di cottura è di circa 30-40 minuti, può variare leggermente, ma basta assaggiare per essere certi. Il fagiolo in bocca deve risultare cremoso, mentre i ceci saranno sempre croccanti ma soffici nel loro incontro con il palato. Quando l’acqua sarà a ebollizione, abbassate la fiamma e continuate la cottura così; in particolare i fagioli devono bollire piano, piano, altrimenti si sfalderanno. 


 
Nel frattempo versate i funghi secchi in una terrina con un po' d'acqua e mettetela sul fuoco in modo che si scaldi ma senza arrivare a ebollizione, quindi per circa 10/15 minuti. Il fungo con il calore riprende le sue proprietà organolettiche e potremo usare l’acqua di cottura nella nostra ricetta, dopo averla filtrata dalle impurità terrose che il fungo sempre trattiene. Ricordate: quando toglierete i funghi dal fuoco fateli raffreddare senza smuovere l’acqua, solo così le impurità si depositeranno sul fondo e quando andrete a togliere i funghi sarete certi che quelli a galla sono puliti. 


Passate a preparare i pomodori; incideteli superficialmente e sbollentateli in acqua calda per 30secondi circa, scolateli e sbucciateli. A questo punto tritate la cipolla con i due spicchi d’aglio e i funghi, saltate il tutto con olio in un tegame in modo che prenda sapore. Unitevi i pelati a pezzi, la salvia, il rosmarino e se vi piace il piccante, 1 peperoncino piccolo. 


Infine aggiungete i fagioli e i ceci perchè s’insaporiscano. Per evitare che diventi troppo denso, unite anche una parte d'acqua di cottura dei fagioli o dei funghi, ma non quella dei ceci. Scegliere la giusta proporzione dell’acqua da aggiungere è una questione di occhio e d'esperienza, ma ricordate che la farinosità dei fagioli e dei ceci renderanno la minestra molto corposa. La proporzione dipende anche dai vostri gusti, è possibile preparare una minestra cremosa in cui è presente meno acqua e una più liquida a cui aggiungere la rottura della pasta fresca all’uovo, come pasta in brodo. La rottura assorbirà parte dell’acqua presente. In cucina è essenziale imparare a utilizzare tutto, molti piatti della tradizione toscana sono fatti, da sempre, proprio per questo motivo, si tratta di una tradizione contadina dove gli sprechi non erano ammessi. 


 Dopo aver cotto il tutto per mezz’ora, prendete il passaverdura a grana fine e realizzate la vostra minestra. Impiattate con un filo d’olio exravergine d’oliva toscano, se vi piace quello nuovo, e un ramoscello di rosmarino a decorazione. 



Carlo Porcu Chef 

Provate la mia ricetta, aspetto i vostri commenti!  

E se volete potete condividere le foto delle vostre creazioni gastronomiche qui, inviandole a me via email o sui miei social. 


Quando arrivate all'Osteria della Lodola è mia moglie che vi accoglie e vi guida nella scelta dei piatti e del vino, perciò, anche qui, lascio la parola a lei....
 


VINO IN ABBINAMENTO: Per questa ricetta vi consiglio un Sangiovese R09 della cantina Conte Rossi di Montelera, Fattoria Torre a Cona. E’ un vino rosso secco e allo stesso tempo corposo che a ogni sorso preparerà il vostro palato per un nuovo assaggio della deliziosa minestra di ceci e fagioli con porcini. 

14 novembre 2013

Ricetta: CANTUCCI ALLE MANDORLE

Sono i biscotti tipici della Toscana, semplici, croccanti, si conservano per giorni e sono ottimi sia a colazione che come fine pasto insieme a un buon vinsanto. I Cantucci fatti in casa sono una tradizione, quelli originali sono alle mandorle ma ne esistono alcune varianti, ad esempio con le gocce di cioccolato. Quella che vi propongo è la ricetta classica tipica toscana a cui ho aggiunto dei piccoli accorgimenti personali. Nella mia Osteria della Lodola lì servo come dessert insieme a un bicchiere di ottimo vinsanto locale, i due sapori si sposano e regalano un fine pasto eccellente.


PREPARAZIONE della RICETTA:


Se avete una planetaria potete utilizzare quella, altrimenti pocedete a mano. Unite nella planetaria le uova, lo zucchero, il lievito e la farina e lavorate il composto per pochi minuti. 

Se invece non avete la macchina impastatrice mettete la farina, il lievito, le uova e lo zucchero in una ciotola capiente e con un mestolo di legno fate assorbire all’uovo la farina e lo zucchero. Sia che stiate utilizzando la planetaria, sia che abbiate deciso d’impastare a mano vi consiglio di lasciare il composto morbido. Fermatevi quando tutti gli ingredienti saranno amalgamati, con le dosi che vi ho suggerito resterà più liquido del solito e sarà più difficile da stendere nelle teglie, ma l’impasto più morbido permetterà alla pasta di lievitare meglio e i biscotti risulteranno più friabili.  (Potete vedere la consistenza dell'impasto nella foto)


A questo punto, quando avete amalgamato uova, zucchero, farina e lievito aggiungete le mandorle intere. 
Il Consiglio dello Chef Carlo Porcu: vi suggerisco di non spezzettarle prima, è un lavoro doppio e a mio parere inutile. Quando andrete a tagliare le lingue di pasta, dopo averli infornati, taglierete anche le mandorle e se le lasciate intere la sezione che s’intravede dai biscotti sarà più bella e soprattutto non rischiate di avere una sproporzione fra pasta e mandorle in alcuni cantucci rispetto ad altri. Seguendo le mie dosi la proporzione tra mandorle e pasta vi sembrerà alta, ma visto che i cantucci sono biscotti semplici se risultano anche scarsi di mandorle perdono gran parte del gusto. 
 
Togliete l’impasto dalla planetaria ( o dalla ciotola) aiutandovi con un pò di farina per staccarlo e rovesciatelo su un piano precedentemente infarinato. Con una spatola sezionate la pasta e con gesti veloci, in modo che non si attacchi troppo, realizzate le lingue d’impasto della lunghezza della vostra teglia da forno. 


Quando li adagerete sulla teglia foderata con carta da forno, noterete che tenderanno ad allargarsi, come se si squagliassero, lasciate quindi abbastanza spazio fra una lingua e l’altra e ricordate che dovranno lievitare. Con un impasto più morbido del solito come quello per i cantucci, è normale che la pasta si allarghi e si assesti nella teglia.
Infornate in forno preriscaldato a 170°C-180°C per circa 20 minuti (la temperatura può variare a seconda del forno, meglio se è ventilato). 


Sfornate e tagliate le lingue di pasta, dopodichè disponete i biscotti nella teglia cercando di lasciare un pò di spazio fra uno e l’altro in modo che possano cuocere meglio, e infornate per altri 20 minuti a una temperatura di 120°C. Infine sfornate di nuovo e lasciate raffreddare. Quando saranno freddi potete conservarli in un contenitore ermetico, non importa che sia di vetro o plastica, l’essenziale è che non passi aria. E quando vi svegliate di notte in preda a un attacco di fame, come a volte capita, posso testimoniare, ricordate di richiudere il barattolo dei cantucci o il vostro lavoro andrà perso insieme alla friabilità del biscotto.
 

Carlo Porcu Chef 

Provate la mia ricetta, aspetto i vostri commenti!  

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Quando arrivate all'Osteria della Lodola è mia moglie che vi accoglie e vi guida nella scelta dei piatti e del vino, perciò, anche qui, lascio la parola a lei....
  

L'abbinamento con questa ricetta è scontato i cantucci si gustano insieme al vinsanto, io vi consiglio quello della cantina Fattoria Santa Vittoria o quello del Chianti Classico San Felice. E’ usanza inzuppare il biscotto ma data l’elevata qualità del Vinsanto Santa Vittoria vi suggerisco di assaporarli separatamente, un morso al biscotto e un sorso di vinsanto. Se invece conoscete un contadino che lo produce in casa... avete una gran fortuna e valorizzerà la vostra ricetta. 

7 novembre 2013

Ricetta: RISOTTO ai PORCINI e VINO ROSSO DI MONTALCINO con cestino di parmigiano

Per questa ricetta scegliete un vino rosso corposo, io ho scelto quello di Montalcino perchè è un ottimo vino locale ma non è essenziale che sia un Montalcino, potete sostituirlo con un rosso corposo delle vostre zone. Il cestino di parmigiano che realizzeremo per impiattare la ricetta non è solo un elemento estetico, il gusto del parmigiano contrasta e esalta quello dei porcini. Scegliete con cura i funghi, sono l’essenza del piatto.






 

PREPARAZIONE della RICETTA:


Iniziate preparando i cestini di parmigiano. Mettete al fuoco una padella antiaderente di circa 20 cm di diametro, quando sarà ben calda spargete sul fondo il parmigiano grattugiato. Fatelo cuocere a fiamma viva fino a che non formerà una crosta croccante, dopodichè togliete la padella dal fuoco e aiutandovi con una spatola (meglio se è di gomma per evitare di graffiare la padella ma assicuratevi che sia resistente al calore oppure scegliete un cucchiaio piatto di legno) giratela e iniziate a staccare i bordi del formaggio. Afferate un bordo e tirate in maniera costante fino a staccare la crosta dal fondo antiaderente e adagiatela su una tazza rovesciata che servirà a dare la forma al cestino. Aspettate che il formaggio si raffreddi e girate, il cestino di parmigiano è pronto. Per non avere inconvenienti usate una padella antiaderente di buona qualità.


Tritate la cipolla finemente (nel piccolo video di seguito vi mostro come potete tagliare la cipolla finemente e velocemente) 


e aggiungete al trito lo spicchio di aglio tagliato.
In una casseruola soffriggete con un filo d’olio la cipolla e l’aglio e quando avranno preso colore, aggiungete il riso e i funghi porcini precedentemente tagliati a fette.
Rimestate il tutto e lasciate che il riso prenda sapore per circa 2 o 3 minuti, state attenti che non si attacchi al fondo della casseruola. A questo punto sfumate con il vino rosso di Montalcino o dell’etichetta che avete scelto. Aspettate che l’alcool evapori, per esserne certi annusate il vapore, non ce ne sarà più quando sentite che le narici non pizzicano. 

Il consiglio dello Chef Carlo Porcu: il brodo è importante nel risotto ma negli anni, sperimentando, sono arrivato alla conclusione che se si scelgono dei funghi porcini ottimi, di stagione, freschi e locali - ovvero raccolti nel bosco e cucinati nel giro di un paio di giorni - si può usare l’acqua al posto del brodo. Il risotto risulterà meno corposo rispetto a una ricetta con il brodo ma il profumo e il gusto dei porcini sarà esaltato. Il brodo, vegetale e/o di carne, assopisce le proprietà organolettiche del fungo.


Se avete scelto di utilizzare il brodo vegetale o di carne, iniziate ad aggiungere un ramaiolo di brodo alla volta. Vi consiglio di procedere un poco alla volta perchè se ne aggiungete troppo e il brodo non evapora a sufficienza durante la cottura del riso, il vostro piatto risulterà troppo liquido. Se scegliete di seguire il mio consiglio, aggiungete al posto del brodo, l’acqua - sempre un ramaiolo per volta - e non siate parchi con i funghi. Per la cottura del riso serviranno dai 15 ai 20 minuti dipende dalla qualità che avete selzionato per la ricetta. Io preferisco che resti al dente, il riso non deve essere troppo morbido così come accade per i primi piatti di pasta, e i chicchi devono restare ben separati, integri e croccanti. Per quanto mi riguarda utilizzo il Carnaroli. A cottura ultimata, aggiustate di sale e togliete la casseruola dal fuoco, a questo punto unite il burro e il prezzemolo tagliato fine e mantecate. Al posto del prezzemolo potete utilizzare la nepitella, erba che si trova nel sottobosco e che si sposa meglio con i funghi. Ha un sapore simile alla menta perciò in assenza di nepitella potete sostituirla con la menta.
Il risotto così ottenuto, con questo tipo di mantecatura, deve risultare cremoso o come si dice tecnicamente “all’onda”. Per fare una riprova potete smuovere la casseruola, il risotto formerà delle onde.



Infine impiattate il riso all’interno del cestino, il formaggio è molto delicato perciò fate attenzione o si sgretolerà con il calore del riso. Il piatto va servito immediatamente. 






Carlo Porcu Chef
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Per questo primo piatto vi consiglio di abbinare il vino rosso corposo che avete scelto per la preparazione della ricetta.

31 ottobre 2013

Ricetta: TAGLIOLINI AL TARTUFO e BURRO DI TARTUFO

Nell’ultima ricetta, quella di giovedì scorso, vi ho spiegato come preparare la pasta fresca all’uovo, quindi quello di oggi è un piccolo approfondimento riguardante i tagliolini. Se decidete di abbinarli al tartufo la composizione della pasta fresca cambia, perchè per esaltare al meglio il gusto del tartufo vi suggerisco di preparare una pasta con solo il tuorlo dell’uovo. Il sapore dei tagliolini così è più corposo e si sposa alla perfezione con il tartufo. Per realizzare un’ottima ricetta non utilizzate salse aromatizzate al tartufo, sono sicuramente più economiche ma non garantiscono la stessa qualità di un piatto con il tartufo fresco grattugiato. 




 

PREPARAZIONE della RICETTA:


Se avete già preparato i tagliolini e li avete surgelati in porzioni, mettete a bollire una pentola d’acqua e buttate la pasta. Quando sarà cotta, scolatela e saltate i tagliolini in padella con una noce di burro. Potete scegliere anche un burro salato per arrichire la vostra ricetta. Impiattate i tagliolini e solo prima di servire, grattugiate il tartufo nero a scaglie. Il tartufo non deve essere aggiunto in padella perchè con il calore perde fragranza, è sufficiente quello della pasta. 


Se invece dovete preparare anche i tagliolini, procedete come segue.
Se avete una planetaria potete utilizzare quella per la lavorazione dell’impasto, altrimenti procedete a mano versando la farina sul tavolo, apritela a fontana e unite un uovo alla volta, in base alle porzioni che intedete realizzare. 

Unite il tuorlo dell’uovo sbattendolo con la forchetta fino a che non avrà assorbito la farina, poi procedete unendo il secondo rosso d’uovo e così via. Infine amalgamate a mano. Anche se avete utilizzato la planetaria per impastare, vi consiglio di terminare l’amalgama della pasta con le mani, dopodiché mettetela a riposare in un recipiente coperto con la pellicola, saranno sufficienti circa 10 minuti.
Una volta che l’impasto è pronto dividetelo in panetti più o meno della stessa dimensione e iniziate la stesura della sfoglia. Se avete a disposizione una sfogliatrice potete utilizzarla, altrimenti usate il mattarello su una superficie di legno o marmo infarinata.
Prendete il panetto e passatelo nella sfogliatrice una prima volta, poi richiudetelo come un foglio quadrato, avendo cura di prendere la giusta misura della macchina. Se non si effettua questo semplice accorgimento la pasta avrà bordi irregolari e frastagliati. 


Procedete a richiuderla una seconda volta e poi passatela nella sfogliatrice fino a che non raggiungete lo spessore desiderato. Abbiate cura d’infarinare leggermente la pasta fra un passaggio e l’altro nella macchina, per evitare che si attacchi e si rompa. 




Quando avete raggiunto lo spessore che preferite, stendete la sfoglia su un panno di cotone e spolveratela con della farina di semola, giratela e aggiungete la semola anche dall’altro lato. La farina di semola è ottima per far asciugare al meglio la pasta e facilita l’operazione di taglio.
Utilizzate un tagliere dove adagiare la sfoglia, arrotolatela da una parte fino a circa la metà e fate la stessa cosa dall’altro lato, in modo da ottenere due rotolini della stessa dimensione, ma ancora uniti al centro. Tagliate la pasta arrotolata, i tagliolini hanno uno spessore sottile. 


 
Dopodiché buttateli nella pentola d’acqua messa a bollire, aspettate che siano cotti e procedete come descritto sopra.


Quella di oggi è una ricetta doppia, perchè voglio consigliarvi di preparare con il tartufo che avete acquistato un burro da utilizzare  per le prossime volte, in modo da conservarlo. Come ho detto più volte in cucina è importante saper gestire al meglio gli ingredienti.
Ecco come.

Ricetta: BURRO AL TARTUFO




Frullate il tartufo e incorporate il burro ammorbidito in micronde o a temperatura ambiente. Continuate a frullare il tartufo e il burro fino a che non otterrete un composto omogeneo. Successivamente dividetelo in moporzioni e congelate. Sconsiglio di tenerlo in frigo, il tartufo perde la sua freschezza e assume un sapore rancido, mentre se surgelato il sapore resta intatto.

Potete utilizzare il burro preparato per uno sfizioso aperitivo: 
Le bruschette al burro di tartufo e pera
 
Il burro di tartufo che avete preparato è ottimo anche per farcire bruschette da servire come antipasto o aperitivo. Affettate il pane avendo cura di realizzare fette dallo spessore non troppo alto e scaldatele in forno. Quando si saranno raffreddate, spalmatele con il burro al tartufo, aggiungete un pizzico di sale e una fetta di pera fresca. Le bruschette vanno preparate e servite subito, la pera esalta il sapore del tartufo ma si ossida velocemente e annerisce. 

Carlo Porcu Chef
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Quello proposto è un primo piatto dal sapore elegante e delicato, perciò dobbiamo abbinare un vino che rispetti la sua natura, in questo caso suggerisco un nobile di montepulciano come ad esempio il Luteraia. E' un vino con tannini leggeri, poco legno, estremamente raffinato che esalterà il gusto della ricetta.
 

 

17 ottobre 2013

Ricetta: SORBETTO alla PESCA _ Gluten free

E’ un dolce freddo al cucchiaio, è considerato l’antenato del gelato, ma si differenzia perchè è a base di acqua e frutta. E’ perciò ottimo per chi ha intolleranze alimentari al glutine, al lattosio e alle uova. L’origine di questo dessert è molto antica e si perde nella notte dei tempi, l’Imperatore Nerone faceva arrivare il ghiaccio dagli Appennini per gustare il sorbetto. E’ un ottimo fine pasto, particolarmente adatto in estate come merenda rinfrescante, ma si adatta bene a qualsiasi stagione e in particolare al termine di pasti composti da molte portate perchè non appesantisce. Se, come per la ricetta che sto per mostrarvi, scegliete la pesca, potete unirvi delle foglie di menta che rendono il sorbetto ancora più gustoso. 







PREPARAZIONE della RICETTA:


Per prima cosa si prepara lo sciroppo di frutta mettendo a bollire l’acqua e lo zucchero. Quando lo zucchero si scioglie e l’acqua è arrivata ad ebollizione lo sciroppo è pronto, toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare. Per accorciare i tempi di preparazione potete metterlo in frigo, dopo i primi minuti di raffreddamento a temperatura ambiente.
Nel frattempo mondate la frutta. 
Se scegliete di utilizzare le pesche noci potete lasciare la buccia dopo un accurato lavaggio. La pelle del frutto rende il sorbetto più corposo. A questo punto frullate la frutta fino a renderla un succo. 
Vi consiglio di scegliere frutta ben matura perchè la concentrazione zuccherina è più alta e il succo che ricavate ha più gusto. 
 
 
Il succo di pesca tende ad ossidare, ma potete aggirare il problema aggiungendo del succo di un limone al frullato. 
Se avete scelto la pesca potete aggiungere nel frullato anche delle foglie di menta fresca.
Unite il succo di frutta, raffreddato in congelatore, con lo sciroppo già freddo e versatelo nella sorbettiera. Se non avete la sorbettiera, potete preparare la ricetta utilizzando il congelatore. Mettete a riposare il composto di sciroppo e succo di frutta girandolo ogni 30 minuti fino a che non diventa una crema.
Vi consiglio d’impiattare il sorbetto in coppette di vetro o metallo precedentemente raffreddate in congelatore, questo accorgimento è importante nella stagione estiva o se la temperatura dell'ambiente in cui lo servite è elevata, evita che il sorbetto si sciolga immediatamente. 
Carlo Porcu Chef 
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Perfetto per accompagnare questo dessert è un vino passito dolce naturale di vendemmia tardiva come il Conforta della Cantina Fattoria Santa Vittoria

10 ottobre 2013

Ricetta: GRISSINI

Croccanti e appetitosi, sono filoncini di pasta allungati e i più famosi sono di origine torinese. Sono uno dei prodotti gastronomici più conosciuti e apprezzati all’estero e la storia della loro “nascita” è risalente al 1679, la primissima ricetta viene attribuita al fornaio di corte Antonio Brunero che li creò sotto indicazione del medico Teobaldo Pecchio. Il futuro re Vittorio Amedeo II aveva difficoltà a digerire la mollica del pane, così vennero preparati i grissini: un pane solo croccante. Grazie all’alta digeribilità e alla possibilità di essere conservati per più giorni, i grissini si diffusero e il successo di questa ricetta è rimasto lo stesso ancora oggi.
Ogni chef ha la sua personale preparazione e i grissini possono essere personalizzati in modi diversi, aggiungendo la spezia che più si preferisce: anice, sesamo, ma anche olive tagliate. Per quanto mi riguarda, i grissini sono importanti perchè arricchiscono il cestino del pane che è la prima portata servita nella mia Osteria. Insieme alle bevande fanno parte dell’accoglienza dei miei ospiti, un appetitoso stuzzichino che li accompagna durante la scelta dei piatti dal menù. Per questo motivo li preparo ogni giorno.
Mettere in tavola, a casa, un bel cestino del pane, ricco di grissini e focaccia, per esempio, accompagnato da un vino prosecco è un modo per offrire un aperitivo sfizioso e genuino.



 

PREPARAZIONE della RICETTA:

 

 


Se avete una planetaria potete utilizzare quella per la lavorazione dell’impasto, altrimenti procedete a mano. Versate in un recipiente - o nella planetaria - il lievito, l’acqua, la farina e l’olio. Lavorate gli ingredienti fino a che non diventano un impasto omogeneo. Aggiungete la spezia che preferite: anice, sesamo o olive tagliate sottili. Dopodiché staccate la pasta dal recipiente e modellatela con le mani fino a farne una pagnotta rotonda. 

Vi consiglio di utilizzare una manciata di farina, normale o di semola, per facilitarvi nella separazione dell’impasto dalla vaschetta della planetaria. E infine mettete la pagnotta a riposare sotto una campana di vetro o plastica. 


La pasta per i grissini a differenza di quella per la focaccia, ad esempio, lievita una volta soltanto.
Quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume, con una spatola di metallo iniziate a tagliare la pagnotta dai lati esterni, disegnando un esagono. Ricavate delle piccole porzioni e successivamente prendete la pasta ritagliata e tirate alle estremità con una pressione leggera e costante, fino ad allungarla. Per facilitarvi, allungate la pasta sopra la teglia, precedentemente oliata, che utilizzerete per infornare in modo da prendere le giuste misure riguardo alla lunghezza dei grissini. 


E’ importante che i grissini siano tutti dello stesso spessore, altrimenti quelli più sottili, in forno, bruceranno e i più spessi potrebbero rimanere crudi all’interno, perciò prestate la massima attenzione quando dividete la pasta con la spatola.
Dopo averli stesi a mano, salate in superficie e infornate a 160°C per 35-40 minuti. 
I grissini devono essere croccanti, perciò la pasta va fatta cuocere lentamente.
Infine sfornate, trasferiteli dalla teglia in un vassoio, meglio se di legno, e lasciateli raffreddare. Quando non scottano più, assaggiate!




Carlo Porcu Chef 
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3 ottobre 2013

Ricetta: SEMIFREDDO AL PISTACCHIO _ gluten free

E’ un delizioso dessert, ottimo nella stagione estiva come sostituto del gelato, ma anche adesso come fresco fine pasto. Ogni chef ha la sua ricetta del semifreddo, per questo motivo ne esistono molte varianti anche se la base è sempre composta da panna, uova e zucchero. Per i dolci in generale, ma per il semifreddo in particolare, è importante pesare con cura ogni ingrediente. La ricetta che vi propongo è al pistacchio con base di biscotto al cioccolato. 
La scelta dei biscotti per la base è a preferenza, io scelgo quelli al cioccolato per celiaci perchè sono alla farina di mais e li preferisco, inoltre è un delizioso dessert per tutti.  In generale l’abbinamento pistacchio e cioccolato è gustoso e delicato.






PREPARAZIONE della RICETTA:



Pesate gli ingredienti e prepariamo la base del semifreddo.
Iniziate frullando i biscotti fino a renderli una polvere, sciogliete il burro nel micronde o a bagnomaria e unitelo ai biscotti. Potete realizzare una torta e utilizzare un unico stampo, oppure gli stampini per monoporzioni come vi mostro nella mia ricetta.
Con un cucchiaio riempite il fondo degli stampini, è sufficiente un cucchiaio per ciascuno. Una volta riempiti, prendete un pestello di metallo, della stessa dimensione degli stampini, e pressate il biscotto in modo da compattarne la base. 

Se state utilizzando lo stampo per le torte potete procedere con le mani fino ad ottenere una superficie liscia e omogenea. Infornate gli stampi a 160°C per circa 10 minuti. 
Sfornate e fate raffreddate la base. Se volete accorciare i tempi di preparazione della ricetta, potete riporre le basi anche in frigo.
Nel frattempo procedete con la preparazione della crema al pistacchio. 
In un recipiente unite lo zucchero all’uovo e sbattete fino a renderlo cremoso. In un altro recipiente montate la panna. Successivamente unite la panna al composto di uovo e zucchero, vi consiglio di mescolare con una spatola dal basso verso l’alto, infine unite la pasta di pistacchio, sempre mescolando. Aggiungete un pizzico di sale e amalgamate bene.
Prendete il saccapoche e riempite gli stampini con la base di cioccolato con la crema al pistacchio appena preparata. 

Infine mettete gli stampi a congelare.
Serviteli con un filo di succo di frutti di bosco a ornare il piatto, ricordate anche in questo caso che il succo deve essere freddo per evitare lo scioglimento del dessert, e arricchitelo con more, ribes e una foglia di menta.




 

Carlo Porcu Chef 
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Quando arrivate all'Osteria della Lodola è mia moglie che vi accoglie e vi guida nella scelta dei piatti e del vino, perciò, anche qui, lascio la parola a lei....

 Ad accompagnare questo delizioso dessert vi propongo un vino moscato frizzante che con la sua acidità è perfetto per assaporare al meglio, ad ogni assaggio, la crema di pistacchio e il cioccolato.